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definición - Assemini

definición de Assemini (Wikipedia)

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Assemini

                   
Assemini
comune
Assemini – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sardegna – stemma Sardegna
Provincia Cagliari – stemma Cagliari
Sindaco Paolo Mereu (centrodestra) dal 17/06/2008
Territorio
Coordinate 39°17′0″N 9°0′0″E / 39.28333°N 9°E / 39.28333; 9 (Assemini)Coordinate: 39°17′0″N 9°0′0″E / 39.28333°N 9°E / 39.28333; 9 (Assemini)
Altitudine 6 m s.l.m.
Superficie 117,50 km²
Abitanti 27 093[1] (30-09-2011)
Densità 230,58 ab./km²
Frazioni Macchiareddu, Sa Traia, San Leone, Sant'Andrea, Su Carroppu, Su Spinecu, Terrasili, Truncu Is Follas
Comuni confinanti Cagliari, Capoterra, Decimomannu, Elmas, Nuxis (CI), San Sperate, Santadi (CI), Sarroch, Sestu, Siliqua, Uta, Villa San Pietro
Altre informazioni
Cod. postale 09032
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 092003
Cod. catastale A474
Targa CA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 935 GG[2]
Nome abitanti asseminesi
Patrono san Pietro
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Assemini è posizionata in Italia
Assemini
Posizione del comune di Assemini nella provincia di Cagliari
Posizione del comune di Assemini nella provincia di Cagliari
Sito istituzionale

Assemini (IPA: [as'sεmini]; Assèmini in sardo) è un comune di 27.093 abitanti in provincia di Cagliari. È classificato secondo gli standard turistici come "Paese di antica tradizione della ceramica". Ospita gli stabilimenti di produzione della celebre birra Ichnusa.

Indice

  Geografia fisica

  Vista del Monte Lattias dalla gola di Gutturu Mannu.

La cittadina sorge nella pianura del rio Cixerri, del Flumini Mannu e del rio Sa Nuxedda appena a nord dello stagno di Santa Gilla.

Il territorio comunale è abbastanza vasto in confronto alla dimensione del centro abitato in quanto comprende un'isola amministrativa distaccata. L'isola è principalmente costituita da boschi incontaminati immersi nella suggestiva vallata di Gutturu Mannu (termine sardo per "grande gola") a sua volta facente parte del Parco del Sulcis: la zona è oggetto di interesse naturalistico in quanto habitat naturale di specie quali il cervo sardo e l'aquila reale e archeologico per il ritrovamento di numerosi reperti di epoca romana che fanno supporre l'esistenza di un oppidum. In seguito all'individuazione di una strada che costeggia il Flumini Mannu tuttora visibile, si ipotizza inoltre che l'antico centro abbia intrattenuto rapporti con il porto punico di Nora.

  Storia

  Origine del nome

L'origine del nome del comune è tuttora dubbia ed estremamente controversa. Benché siano state avanzate varie ipotesi, prevale oggi la tesi che si rifa alla Carta della Sardegna , realizzata nel 1589 dal geografo e cartografo fiammingo Mercatore: in essa è individuata una "Arx Muni", cioè "villaggio fortificato"; l'indicazione si sarebbe via via corrotta in "Arse Muni" e successivamente in "Arsemini".

  Simboli

Lo stemma comunale

Lo stemma è stato concesso al comune con D.P.R. del 16 aprile 1959.

Nello stemma compare un'anfora, retta da un treppiede, da cui escono due rami ricurvi verso il basso, uno d'olivo fogliato a sinistra e uno di vite fruttato a destra, poggiata su un terrazzo erboso. La banda sottostante azzurra è un chiaro riferimento al Rio Cixerri e al Flumini Mannu, sulle cui sponde sorge il paese.

Il gonfalone è un drappo diviso in due parti, una bianca e una azzurra, con al centro lo stemma del comune, ricamato di ornamenti e dell'iscrizione Comune di Assemini in argento.

  Monumenti e luoghi di interesse

  La casa campidanese

Assemini, come altri centri del Campidano, ha conservato numerosi esemplari di case tipiche campidanesi frutto di una architettura che alcuni specialisti definiscono minore. Si tratta di ampie abitazioni, di cui si ha notizia già nel periodo giudicale le cui tecniche di costruzione e caratteristiche architettoniche hanno subito vari cambiamenti in seguito alle lunghe e diverse dominazioni della Sardegna, risentendo soprattutto di un'ancor evidente influenza spagnola i cui effetti saltano subito all'occhio, per via delle analogie estetiche (e non solo) tra le case campidanesi e le hacienda diffuse nelle ex colonie ispaniche dell'America Latina.

Queste abitazioni sono costruite con l'impiego di particolari mattoni crudi (in sardo làdiri dal latino later, argilla), e sono riconoscibili per i caratteristici cortili centrali in cui erano presenti pozzi, forni e mulini necessari alla lavorazione del grano; in particolare nelle case campidanesi di Assemini i cortili erano attrezzati ed utilizzati, già dal periodo della dominazione spagnola, per la lavorazione della ceramica: questa testimonianza fornisce un'ulteriore elemento in comune con le haciendas, anch'esse non semplici abitazioni di residenza, ma attrezzati luoghi di lavoro e punti d'incontro di artigiani.

Sui cortili si affacciano (come anche nelle haciendas) grandi loggiati archeggiati o architravati (in sardo lollas, singolare lolla) in cui venivano anticamente svolte numerose attività quotidiane tipiche della cultura agro-pastorale e, cosa ancor più importante fungeva da corridoio d'accesso a tutte le camere della casa; questo particolare elemento aveva un ruolo fondamentale all'interno del contesto architettonico e veniva considerato essenziale in un'abitazione tanto da identificare con lo stesso termine lolla questa categoria di costruzioni abitative in sardo.

La maggior parte di queste costruzioni è a due piani: il piano terra era (o è ancora) destinato ad uso abitativo; il primo piano invece era originariamente utilizzato per la conservazione dei raccolti e delle provviste che dovevano essere preservate dall'umidità; vi si accede tramite una botola dall'interno dell'abitazione principale.

All'esterno di ogni casa campidanese si trova un particolare grande portale ad arco a tutto sesto, che ha funzione di ingresso principale al cortile centrale e alla lolla.

Le case campidanesi sono considerate un patrimonio di grande valore storico e per questo tutelate dalle autorità competenti.

  Chiese

  Chiesa di San Pietro
  Chiesa di San Pietro (particolare). Il portale principale
  • San Pietro - La chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, patrono del comune, sorge nel centro storico di Assemini. La pianta è a navata unica con cappelle laterali in stile gotico. L'edificio originario risale alla prima metà del XI secolo. La struttura della chiesa subì mutamenti importanti quando fu ricostruita nel XVI secolo in stile gotico aragonese e nel XVIII secolo quando furono aggiunti la facciata squadrata e merlata e la parte inferiore del campanile, a base quadrata. L'ultima modifica significativa fu apportata nel Settecento quando fu aggiunta la parte superiore del campanile a base esagonale. A causa dell'incendio avvenuto nell'ottobre del 1982 seguirono diversi lavori di restauro per il tetto in legno, la pavimentazione, le aperture laterali e il presbiterio. Nel 2008 vengono ultimati i lavori di restauro.
  • San Giovanni - La chiesa e l'oratorio di San Giovanni Battista si trovano nel centro storico del comune. Si tratta di una costruzione preromanica eretta tra il IX e il X secolo, ha una pianta a croce inscritta in un quadrato con una cupola che si erge al centro, mentre i bracci sono voltati a botte; la facciata è realizzata in pietre calcaree. Questa chiesa di piccole dimensioni è fonte di grande interesse non solo per le sue caratteristiche strutturali, raramente riscontrabili in altre chiese italiane, ma anche per due iscrizioni greche risalenti al X-XI secolo (una probabilmente riferita al giudice di Cagliari Torchitorio e alla moglie Getite, e l'altra a Nispella, moglie di un secondo Torchitorio) e per il ritrovamento di elementi islamici (brocche battesimali, piatti decorati).
  • Sant'Andrea
  • Santa Lucia
  • San Cristoforo
  • Beata Vergine del Carmine
  • Carmine

  Società

  Evoluzione demografica

Abitanti censiti

  Etnie e minoranze straniere

Al 31-12-2009 la popolazione straniera ammontava a 421 unità pari al 1,6% della popolazione totale. Le nazionalità principali erano[3]:

  Cultura

  Tradizione della ceramica

  Una brocca, opera di un ceramista asseminese

Assemini è considerato "paese di antica tradizione della ceramica". I primi reperti, venuti alla luce nella zona di Sant'Andrea, i cui reperti di maggiore importanza e in numero più consistente possono essere datati tra la fine del III millennio a.C. cultura di Ozieri e la fine del V secolo a.C.. È molto probabile che la cospicua produzione di ceramiche (prevalentemente casseruole, scodelle, tegami e brocche nonché manufatti ornamentali) avvenisse in particolari cortili detti (in sardo) "strexiaius" (strexiu è un pluralia tantum che significa appunto stoviglie) in cui si trovavano pozzi per l'estrazione dell'argilla alcalina di cui il territorio è particolarmente ricco, vasche per la decantazione e la levigazione, il tornio, tettoie per essiccare i manufatti e forni a legna in mattoni crudi di forma cilindrica (probabilmente di derivazione orientale). Durante il Medioevo corporazioni apposite, dette Gremii, disciplinarono le attività creativa e commerciale degli strexiaius con statuti e regolamenti, onde imporre l'obbligo di non variare le forme e di non modificare i canoni fissati. Con l'avvento della dominazione spagnola che durò sino al XVIII secolo, gli strexiaius furono compresi negli ampi cortili delle case campidanesi di cui ancora oggi rimangono ben conservate numerose testimonianze.

La tradizione della ceramica, così profondamente radicata nel territorio e negli asseminesi, trova la sua espressione anche nello stemma comunale che rappresenta, tra l'altro, un'antica anfora.

Attualmente ad Assemini si producono stoviglie ornamentali, arricchite di motivi naturalistici (spesso ispirati a modelli molto antichi) o geometrici, in rilievo o a graffito. La destinazione d'uso di questi prodotti artistici è diversificata in quanto una parte di questi, per quanto raffinati, è destinata all'uso quotidiano (soprattutto stoviglie). Sebbene la foggia delle opere sia estremamente varia a seconda degli artisti, è possibile riscontrare nell'intera produzione numerosi elementi in comune che coinvolgono tanto i motivi decorativi quanto le tecniche di realizzazione: ciò conferisce alla produzione di ceramiche artistiche asseminesi uniformità e originalità in rapporto ad altre tradizioni, rendendola unica per i suoi tratti distintivi.

Nel 1995 l'amministrazione comunale ha dato vita alla Mostra-mercato permanente della Ceramica Asseminese presso il "Centro Pilota per la Ceramica", uno spazio espositivo di circa 500 metri quadrati, nel quale possono essere ammirate molte opere dei più importanti ceramisti asseminesi.

Nell'estate 2007 l'amministrazione comunale, tramite il lavoro dell'Assessorato alle Attività Produttive, ha inaugurato la “Mostra permanente della ceramica d'arte” negli stabili attigui al sopra citato Centro Pilota. La Mostra, che rappresenta una novità assoluta nel panorama regionale sardo, racchiude oltre 250 pezzi unici di valore inestimabile che, nel corso di oltre 30 anni, il Comune di Assemini ha acquistato al termine delle varie edizioni del Concorso Nazionale della Ceramica tenutesi nella cittadina. Questi pezzi, plasmati da artisti provenienti da tutta Italia, rappresentano la vetta massima dell'espressione artistica dei maestri ceramisti italiani. Iniziative di pari livello sono riscontrabili, in ambito nazionale, in realtà come Faenza e Senigallia.

  Cucina

  Sa panada, piatto tipico asseminese

  Sa panada

Nella lunga e varia tradizione culinaria sarda Assemini si distingue per l'unicità e l'originalità di alcuni piatti, primo tra tutti la panada apprezzata e consumata, in alcune varianti, in tutta la Sardegna. Nella maggior parte dei casi la produzione e il consumo avvengono tuttora in ambito familiare e privato e le tecniche di preparazione tradizionali, custodite dalla memoria popolare, sono rimaste quasi invariate per secoli. La panada, chiamata in sardo sa panada (plurale panadas), è un piatto unico costituito da un contenitore di forma circolare di pasta non lievitata ripieno chiuso da ricami a treccia (tradizionalmente realizzati senza l'ausilio di utensili) e successivamente cotto al forno. La tradizione vuole che il ripieno sia di carne (d'agnello o di maiale) e patate condite da zafferano e olio d'oliva o strutto. Un'importante variante prevede il ripieno d'anguilla a testimonianza dell'antica e intensa attività di pesca del comune ormai quasi scomparsa; in tempi più recenti vengono preparate panadas anche con piselli e melanzane.

  Il pane

  Su coccoi, un pane votivo asseminese

A differenza di quanto avviene nelle zone settentrionali dell'isola in cui il pane carasau è il tipo di pane più consumato in assoluto, ad Assemini, come nella gran parte della Sardegna meridionale si producono maggiormente altre varietà fra cui su maritzosu e su civraxiu. Nel paese un ruolo di spicco è ricoperto da su coccoi, una varietà di pane a pasta dura che viene preparato per il consumo giornaliero o per particolari occasioni e festività religiose in funzione di pani votivi: in quest'ultimo caso vengono utilizzate speciali tecniche di preparazione tradizionali che hanno raggiunto nel tempo altissimi livelli di estetica e raffinatezza fino a divenire vere e proprie forme d'arte, ammirate ed apprezzate in tutta l'isola.

  Feste, sagre e folclore

In giugno, nell'ultima settimana dell'anno scolastico si tiene la Festa della Musica, incontro con musicisti provenienti da varie parti del mondo.

Domenica tra il 13 e il 15 giugno (Sant'Isidoro) si tiene la Sagra della Mietitura.

Domenica tra il 23 e il 25 giugno (San Giovanni) si tiene la Sagra della Pecora.

In luglio, nell'ultima decade (San Cristoforo) ha luogo il "Matrimonio Asseminese", manifestazione in cui si celebrano matrimoni secondo i costumi locali e con la rievocazione di riti secolari, in cui i partecipanti indossano i costumi sardi tipici asseminesi e si esprimono interamente in lingua sarda.

Sempre in luglio, nell'ultima settimana a cavallo con agosto, si tiene il Festival Internazionale del Folclore, IS PARIGLIAS, primo festival realizzato in Sardegna, vede la partecipazione di oltre 200 artisti esteri, che rappresentano la cultura popolare dei diversi continenti e della Sardegna. Al festival, suddiviso in tre serate, assistono circa 10.000 persone, l'organizzazione è curata dalla Associazione culturale CIOFF di Assemini.

Nell'ultima decade di luglio, il gruppo folk Città di Assemini nato nel 1956, organizza ETHNODANZA, il festival internazionale delle danze identitarie, con lo scopo di valorizzare e confrontare con altre specificità la danza tipica di Assemini "SA SOLIDALI", ballo al suono delle campane, unico al mondo. In concomitanza con gli eventi internazionali si svolgono sfilate folkloriche, mostre, seminari, laboratori didattici, esposizioni.

Ogni due anni, inoltre, si svolge il Concorso Nazionale di Ceramica, suddiviso in tre categorie (caramica tradizionale, settore innovazione e scuole d'arte).

  Musei

Ad Assemini opera il Museo dell'Arte Etnica Internazionale, con le seguenti sezioni: maschere e mascheramenti del mondo - l'abito popolare italiano ed internazionale e la sezione gioielli e strumenti musicali popolari.

  Istruzione

Nella città sono presenti due circoli della scuola primaria, due scuole secondarie di primo grado e un Istituto superiore. Il secondo circolo è intitolato al cavaliere asseminese Dionigi Scalas. Le due scuole medie sono intitolate rispettivamente a Giovanni Pascoli e Costantino Nivola. La scuola Pascoli organizza e partecipa annualmente a manifestazioni musicali, come la Festa della Musica.

L'unica scuola superiore presente è una sede staccata dell'Istituto Tecnico Industriale Michele Giua di Cagliari, a cui è associato anche un Liceo scientifico tecnologico.

  Personalità legate ad Assemini

  • Fedele Marras (1839 - 1909), ceramista imprenditore - partecipò nel 1862 all' Expo Internazionale di Londra. È vissuto, morto ed è sepolto a Cagliari.[4][5]

  Sport

  • L'Asseminese è la squadra rappresentativa della cittadina e milita attualmente nel girone A del campionato di Promozione sarda.
  • L'altra squadra di calcio cittadina è l'Halley Assemini 80, militante in Seconda Categoria regionale.
  • Ad Assemini ha sede il centro sportivo Ercole Cellino di proprietà del Cagliari Calcio.

  Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  3. ^ ISTAT - Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2009 e popolazione residente al 31 Dicembre
  4. ^ Scheda dal sito Ceramica Artistica Tradizionale - visto il 3 gennaio 2012
  5. ^ http://www.mediapascoli.it/Federico%20Melis/novita.htm Scheda tratta dal sito mediapascoli.it] - visto il 3 gennaio 2012
  6. ^ Scheda dal sito http://nuke.peppinumereu.it - visto 3 gennaio 2012
  7. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 16 dicembre 2011
  8. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto il 3 gennaio 2012

  Voci correlate

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