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| Cirò comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Mario Caruso (lista civica) dal 7/05/2012 secondo mandato | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 39°23′0″N 17°4′0″E / 39.38333°N 17.06667°ECoordinate: 39°23′0″N 17°4′0″E / 39.38333°N 17.06667°E | ||||
| Altitudine | 351 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 70 km² | ||||
| Abitanti | 3 209[1] (30-04-2011) | ||||
| Densità | 45,84 ab./km² | ||||
| Frazioni | La Cappella, L'Attiva, Santa Venere | ||||
| Comuni confinanti | Carfizzi, Cirò Marina, Crucoli, Melissa, Umbriatico | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 88813 | ||||
| Prefisso | 0962 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 101007 | ||||
| Cod. catastale | C725 | ||||
| Targa | KR | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | cirotani | ||||
| Patrono | San Francesco di Paola | ||||
| Giorno festivo | 2 aprile | ||||
| Localizzazione | |||||
![]() Posizione del comune di Cirò nella provincia di Crotone |
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| Sito istituzionale | |||||
Cirò è un comune di 3.209 abitanti della provincia di Crotone. Fino al 1952 ha avuto come frazione Cirò Marina.
Indice |
Alcuni ritrovamenti di armi e manufatti fanno risalire la storia millenaria di Cirò all'eta del Bronzo ma è sicuramente con l'arrivo di coloni greci che venne fondata la città di Krimisa (Crimisa o Crimissa) e che colonizzarono l'area compresa tra Sibari e Crotone.
La posizione territoriale precisa della città di Krimisa è oggi oggetto di discussione e tesi differenti tra archeologi e storici: c'è chi individua l'area costiera dell'attuale Cirò Marina come probabile sede dell'antica Krimisa o l'area collinare che domina il litorale ionico dell'attuale Cirò. L'idea più condivisa individua l'area nella zona di Punta Alice.
Secondo il mito, Cirò sarebbe stata fondata da Filottete e chiamata Chone; il geografo greco Strabone pone la città di Chone (Ypsicron) in posizione più elevata rispetto a Krimisa. Questo indizio avvalora l'idea che colloca Krimisa nella zona di Punta Alice.
La città conobbe un fiorente periodo e vennero eretti alcuni templi per il culto in varie zone del territorio; quello dedicato ad Apollo Aleo è il più famoso grazie ai pochi ma inequivocabili rinvenimenti di alcuni capitelli e vari elementi architettonici ad opera dell'archeologo Paolo Orsi. Oggi infatti molte aree e zone presentano nomi locali che richiamano all'antichità ellenica nel dialetto locale degli abitanti: Santa Venere ne è un esempio molto esaustivo.
Probabilmente è molto legato il passaggio dalla costa alle colline tra l'VIII e il X secolo a.C. per ragioni politici e militari di sicurezza a difesa dalle incursioni ad opera di popolazioni come i Saraceni. Durante le guerre puniche la città di Krimisa fu predata e saccheggiata ad opera dei Romani e dei Cartaginesi e distrutta diverse volte durante le guerre greco-gotiche.
Krimisa fu probabilmente abbandonata al suo destino e gli abitanti si rifugiarono sulle colline che rappresentavano un'ottima posizione strategica e contribuirono a popolare la città di Chone, l'attuale Cirò.
(o Giglio, in latino Aloysius Lilius; Cirò, intorno al 1510 – forse a Roma, verso il 1576). Ideatore assieme al fratello Antonio della riforma del calendario gregoriano.
Scrittore, latinista, filosofo, autore di opere tra il 1527 ed il 1535, ispiratore di Luigi e Antonio Lilio.
Intellettuale di fama europea, frate carmelitano, medico. Aderì in Svizzera alla riforma protestante; insegnò filosofia e fu vice prefetto dell'Università di Marburgo.
Giurista, scrittore, autore di "Descrizione e istorica narrazione di Cirò", testo di rilievo per la dettagliata descrizione socio-economica della realtà di un comune del sud Italia nel IXX secolo.
Generale di corpo d'Armata, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Regio, Governatore della Cirenaica. Autore materiale del Bollettino della Vittoria della I guerra mondiale, firmato dal generale Armando Diaz (..."I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza".).
Poeta e scrittore. Fratello del generale Domenico Siciliani. Potrebbe essere l'ispiratore del Bollettino della Vittoria della guerra contro l'Austria del '15-'18, firmato dal generale Armando Diaz.
Politico, parlamentare, più volte Segretario di Stato e principale esponente della Democrazia Cristiana in Calabria tra il dopoguerra e gli anni sessanta, fu relatore della Legge di riforma agraria (cosiddetta Legge Gullo).
Medaglia d'oro al valor militare per l'affondamento dell'incrociatore San Giorgio a Tobruk. Ammiraglio di squadra navale con incarichi speciali, comandante in capo della flotta NATO del Mediterraneo centrale.
Ingegnere, filosofo, organizzatore industriale, economista, drammaturgo, ordinario di Economia dei trasporti e di Economia matematica nelle università di Cagliari, L'Aquila e Roma, consulente della Banca Mondiale e di svariati governi per la pianificazione dei trasporti.
Generale regio dell'esercito militare, valoroso condotiero durante la guerra coloniale.
Comune della cinta collinare costiera dell'alto Mar Jonio, in Calabria.
Abitanti censiti 
Il robusto vino Cirò sarebbe stato offerto ad atleti vincitori delle antiche olimpiadi. Il Cirò Rosso DOC e il Rosato DOC sono prodotti con uve "gaglioppo", il Cirò Bianco con uve "greco bianco". Uvaggi di trebbiano toscano sono consentiti in misura massima del 5% per i rossi e del 10% per i bianchi.
Pasta a base di neonato di sarda ("bianchetto"), sale, peperoncino e semi di finocchio selvatico. Originaria di queste zone (tra Crucoli e Cirò Marina), molto prelibata e facilmente conservabile grazie al peperoncino, la "sardella" ha garantito alle popolazioni locali un importante apporto nutritivo in termini di antiossidanti e proteine. Si consuma spalmandola su pane, in tal caso è servita in piattino da portata guarnita con pezzettoni di cipolla, oppure usandola come condimento (crudo o saltato lievemente, a volte con mollica di pane tostato) per gli spaghetti.
Ricetta a base di peperoni di specie locale e patate fatte cuocere in padella con abbondante olio d'oliva e in alcune varianti con aggiunta di cipolla e pomodori freschi tagliati a pezzettini e aggiunti a fine cottura.
Cucinato con foglie di alloro e patate.
Bucce di fava sbollentate in acqua e aceto e successivamente saltate con fave e cipolle.
In dialetto chiamata "Saraciniscu" in quanto probabilmente introdotta dai Saraceni.
In dialetto chiamata "Partogaddu" o "Portovaddu" (o altre varianti), probabilmente dal greco Portokalos.
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