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definición - Cisterna_di_Latina

definición de Cisterna_di_Latina (Wikipedia)

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Wikipedia

Cisterna di Latina

                   
Cisterna di Latina
comune
Cisterna di Latina – Stemma
Cisterna di Latina – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lazio – stemma Lazio
Provincia Latina – stemma Latina
Sindaco Antonello Merolla (Popolo delle Libertà) dal 09/06/2009
Territorio
Coordinate 41°36′0″N 12°50′0″E / 41.6°N 12.83333°E / 41.6; 12.83333 (Cisterna di Latina)Coordinate: 41°36′0″N 12°50′0″E / 41.6°N 12.83333°E / 41.6; 12.83333 (Cisterna di Latina)
Altitudine 77-102 m s.l.m.
Superficie 142,83 km²
Abitanti 35 480[1] (31-12-2010)
Densità 248,41 ab./km²
Frazioni Borgo Flora, Olmobello, Prato Cesarino, Le Castella, Doganella, Sant'Ilario-Castelverde, Isolabella
Comuni confinanti Aprilia, Artena (RM), Cori, Latina, Norma, Sermoneta, Velletri (RM)
Altre informazioni
Cod. postale 04012
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 059005
Cod. catastale C740
Targa LT
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 216 GG[2]
Nome abitanti cisternesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Localizzazione
Cisterna di Latina è posizionata in Italia
Cisterna di Latina
Posizione del comune di Cisterna di Latina nella provincia di Latina
Posizione del comune di Cisterna di Latina nella provincia di Latina
Sito istituzionale

Cisterna di Latina è un comune italiano di 34.724 abitanti della provincia di Latina nel Lazio. A quaranta chilometri dalla Capitale, fa parte dell'hinterland di Roma.

Indice

  Geografia fisica

Distante circa 17 km dal capoluogo, ai margini settentrionali dell'Agro pontino, ha origini antichissime ma del suo passato non è rimasto quasi più nulla a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale che la rasero al suolo. Ricostruita velocemente, ha conosciuto negli ultimi cinquant'anni un grande boom economico e demografico.

È conosciuta come la "città dei butteri."

  Territorio

  Visitato ogni anno da cinquantamila persone, il Giardino di Ninfa è la principale attrazione turistica della città

Cisterna di Latina, o più semplicemente Cisterna nell'uso comune, sorge alle porte dell'Agro pontino, in un territorio in larga parte pianeggiante, ad eccezione di rilevi dei Monti Lepini e dei Colli Albani, ai confini con i territori comunali di Cori e Velletri.

Fino al 1932, il suo territorio era fra i più grandi e vasti d'Italia, comprendendo una larga fetta delle antiche "paludi pontine", di cui era l'ingresso. Successivamente parte del suo territorio fu ceduto al neonato comune di Latina.

  Clima

Il clima è mite, soprattutto d'inverno quando la temperatura scende raramente sotto lo 0º. D'estate, invece è particolarmente caldo e a volte, anche afoso, nonostante venga mitigato dal vicino mare.

  Aree naturali

Il territorio comunale ospita numerose località d'interesse naturalistico:

  • l'oasi WWF del Giardino di Ninfa
  • la Riserva del Pantanello (località Doganella)
  • la tenuta di Torrecchia Vecchia
  • il bosco di San Biagio (meglio noto come bosco del Filetto)

  Storia

  L'età antica

Le origini di Cisterna sono antichissime: nel suo territorio, sono state rinvenute tracce del passaggio di uomini preistorici in piccole cavità naturali in località Finocchione.

  I resti di un'antica strada romana

I Volsci, fondarono nel territorio altri due centri: Ulubrae (sita molto probabilmente nei dintorni dell'attuale frazione di Doganella) e Suessa Pometia (sita probabilmente in località Caprifico dove è stato rinvenuto un antico tempio; altre teorie vorrebbero fra le attuali Borgo Flora e Borgo Podgora, ai confini con il territorio comunale di Latina e dal suo nome sarebbe derivato il toponimo Sessano con cui fu nota l'attuale Borgo Podgora fin dal Medioevo), città che raggiunse una certa importanza, tanto da imporre la sua autorità su una trentina di centri, i quali costituirono l'Ager Pometinus, poi Ager Pontinus e quindi Agro Pontino. Suessa Pometia fu distrutta e sottomessa da Tarquinio il Superbo, secondo quanto scrive Livio nella sua opera Ab Urbe condita.

Ulubrae, invece, dopo la distruzione di Suessa, ne accolse i superstiti e diventò municipium. Il centro, raggiunse anche una certa importanza, grazie alla vicinanza con la palude e i boschi, che costituivano una riserva di caccia per molti nobili romani. Molti autori hanno scritto delle ville che furono costruite qui, tra questi si ricordano Orazio, Plinio il Vecchio, Svetonio e Giovenale. Cicerone scrisse in una delle sue Epistole:

« Ti scrivo, o Attalo, dalla piana pontina, dove sono ospite di Filemone, nella sua villa di Ulubrae. Quando arrivai, fui accolto dal gracidare delle rane…  »

Anche Augusto, secondo Svetonio, avrebbe vissuto fino ai diciotto anni nella villa di famiglia a Ulubrae.

Intanto, nel 312 a.C. il console Appio Claudio Cieco avviava la costruzione della Via Appia, collegando Roma alle città del Sud Italia. Lungo l'Appia si svilupprano due stazioni di sosta: Ad Sponeas e Tres Tabernae, così chiamata per la presenza di tre taverne, oggi riprese nello stemma cittadino.

Tres Tabernae è citata negli Atti degli Apostoli, quando si descrive il viaggio di San Paolo verso Roma e si ricorda che l'"apostolo delle genti", qui fu accolto e ristorato dalla locale comunità cristiana, la quale lo accompagnò fino a Roma.

  I Giardini di Via Porta Agrippina. Secondo alcune leggende locali, la Porta (oggi scomparsa) sarebbe stata costruita e dedicata quindi a sua madre Agrippina, dall'imperatore Nerone

Intorno al III secolo d.C., le paludi conobbero una nuova espansione e l'abitato di Ulubrae fu abbandonato e i suoi abitanti, furono, così costretti a lasciarlo per trasferirsi a Tres Tabernae. Tres Tabernae crebbe progressivamente di importanza e diventò sede vescovile. Si sa che vi fu edificata una cattedrale paleocristiana, dedicata a San Paolo (in ricordo del passaggio dell'apostolo), di cui non è rimasta traccia.

Nel 307 vi fu assassinato l'imperatore Flavio Valerio Severo, ucciso dal luogotenente di Massenzio, Eraclio.

Le invasioni barbariche, provocarono la distruzione delle opere di bonifica e quindi una progressiva espansione delle paludi, provocando il declino della città. Nel 592 papa Gregorio Magno unì la sua diocesi a quella di Velletri. Subì diverse e micidiali devastazioni da parte dei Saraceni, fino a quella fatale dell'868, quando fu definitivamente distrutta.

  Il Medioevo e il Rinascimento

Gli abitanti di Tres Tabernae, decisero, costretti anche dall'espansione implacabile della palude, di trasferirsi sopra un piccolo colle. Il borgo conobbe una certa ripresa solo a partire dall'anno Mille, quando viene citata, per la prima volta, con il nome di Terra di Cisterna. La tradizione vuole che questo nome derivasse da un'antica cisterna presente nel territorio, fatta costruire dall'imperatore Nerone per rifornire d'acqua la sua villa di Anzio. Tale cisterna è tuttora esistente nei sotterranei del cinquecentesco Palazzo Caetani, che sorse appunto sulla cima del colle. Quindi gli abitanti trasferendosi di qui, avrebbero iniziato a dichiarare di vivere "alla cisterna" e quindi "a Cisterna".

Lo scrittore Antonio Pennacchi nel libro Una nuvola rossa sostiene invece che la cisterna di Nerone rientra invece in un ambizioso progetto di bonifica delle paludi portato avanti dall'imperatore. Un autore locale inoltre, Umberto Pichi, ha proposto una originale teoria secondo la quale il nome deriverebbe dall'espressione di chiamare le località a sud di Roma, Terrae Cis Aeterna e quindi Terra di Cisterna. Secondo Cesare Baronio il nome sarebbe derivata da una contrazione del nome tardolatino "Tristavernae" evolutosi in "Tistaverna" e quindi "Cisterna".[3]

  Un vicolo nel centro storico di Cisterna

Nel frattempo sul territorio, lungo l'attuale Via Tivera si sviluppò l'abbazia benedettina di Sant'Eluterio (in altre fonti è citata come Abbazia del Marmosolio) fondata da un eremita. L'espansione implacabile della palude costrinse i monaci ad abbandonare l'antico convento e a trasfersi a Valvisciolo. Ne sono rimasti pochi resti visibili lungo la strada.

Cisterna diventò un feudo dei Conti di Tuscolo, potentissima famiglia romana che la cedettero ai Frangipane nel 1146. I Frangipane rafforzarono il borgo con una cinta muraria e con l'edificazione di una rocca.

  Palazzo Caetani, la facciata più antica

Il 5 settembre 1159 fu eletto papa, il cardinale Rolando Bandinelli che assunse il nome di Alessandro III. Tuttavia la sua elezione, fu ostacolata dall'Imperatore Federico Barbarossa che inviò le sue truppe per far arrestare il Papa. Quest'ultimo, protetto dai Frangipane fuggì prima a Cisterna e poi a Ninfa dove fu incoronato ufficialmente.

L'Imperatore quindi decise di vendicarsi assediando i due abitati e distruggendoli. In seguito i Frangipane ricostruirono Cisterna. Nel 1328 fu nuovamente assediata e distrutta da Ludovico il Bavaro. Gli abitanti però avvertiti da un velletrano, avevano già abbandonato da tempo il centro e vi ritornarono solo dopo due secoli.

Nel 1504 papa Giulio II affidò Cisterna in feudo ai Caetani. Fu Bonifacio Caetani, ad intraprendere diversi lavori urbanistici per ricostruire Cisterna, distruggendo le rovine del castello e sostituendole con una residenza rinascimentale: il Palazzo Caetani, appunto. In seguito nella loro opera di riqualificazione curarono la costruzione della chiesa di Santa Maria Assunta e di una stazione postale lungo l'Appia. In seguito al riordino dei feudi e delle proprietà dei Caetani effettuati da Bonifacio che istituì un Principato e fece di Cisterna la capitale.

  La facciata di Palazzo Caetani verso Piazza XIX Marzo

Il prestigio della famiglia Caetani, unita alla fama delle vicine paludi pontine e alle abbondanti riserve di caccia, fece sostare a Cisterna numerose personalità storiche come papa Paolo III, papa Urbano VIII, numerosi vescovi e cardinali nonché diversi aristocratici della Capitale. Nei numerosi resoconti che hanno lasciato descrivono Cisterna e il suo territorio come una pianura selvaggia, ma con una campagna ricca ed estesa. Nel 1589, vi sostò Sisto V, nel 1596 Clemente VIII, nel 1792 Benedetto XIII, nel 1839 Gregorio XVI.

  Dalla fine del XVIII secolo alla bonifica pontina

Papa Pio VI avviò un massiccio progetto di bonifica, il quale però fu bruscamente interrotto dalla Rivoluzione Francese e dall'invasione del Lazio delle truppe napoleoniche. Quest'ultime, si dedicarono a distruggere le opere di bonifica avviate dal Papa, provocando il ritorno della palude, apportando a Cisterna un rovinoso declino. Inoltre la diffusione del brigantaggio, i cui esponenti sfruttavano le foreste della palude, per nascondersi, causò diversi morti e scontri con i Carabinieri.

Nel 1825 fu visitato, in una gita di piacere, dal marchese Massimo D'Azeglio, politico del Regno di Sardegna nonché collaboratore di Cavour. Il marchese, inoltre descrive alcuni momenti della vita quotidiana nelle paludi, dai rodei dei butteri, le passeggiate dei briganti nel centro cittadino e la festa patronale di San Rocco.

Nel 1863, papa Pio IX vi si fermò in visita pastorale.

Nel 1870, in seguito ad un plebiscito passò al Regno d'Italia e mutò il suo nome in Cisterna di Roma.

Nel 1890 Buffalo Bill, che con il suo circo di cowboy aveva fatto tappa a Roma e aveva sfidato gli italiani a domare il fiero cavallo americano del West. Il buttero cisternese Augusto Imperiali raccolse la sfida, riuscendo a domare il cavallo ed entrando così nella leggenda. Si racconta che Buffalo Bill rimase così offeso per la sconfitta, che abbandonò l'Italia in fretta e in furia.[4]

  Dall'inizio della bonifica alla seconda guerra mondiale

Nel 1929, iniziò il processo di bonifica della palude promosso dal regime fascista. Cisterna fu dichiarato come il quartier generale dei lavori di bonifica, soprattutto dell'area settentrionale (il cosiddetto "bacino di Pescinara"), su cui sorse successivamente la città di Littoria (oggi Latina).

Nel 1934 fu costituita la provincia di Latina e Cisterna ne entrò a far parte, assumendo il nome di Cisterna di Littoria.

Il 22 gennaio 1944, gli Alleati con lo sbarco ad Anzio, tentarono di cogliere alle spalle i tedeschi che si erano arroccati nei fronti sul Garigliano e a Cassino e conquistare Roma. Lo sbarco però non dette gli effetti sperati, poiché la tattica attendista scelta dal generale Lucas, comandante del corpo d'armata alleato, permise ai tedeschi di Kesselring di organizzarsi e di bloccare gli Alleati sulle posizioni iniziali. Nelle prime fasi dell'Operazione Shingle (nome in codice dello Sbarco di Anzio), una colonna di reparti scelti statunitensi, composto da circa cento uomini, guidata dal generale William Orlando Darby, si muoveva da Anzio verso Cisterna ma si incrociò casualmente in località Isolabella con una divisione tedesca, che aveva ben trecento unità al suo interno. Lo scontro fu fatale per gli americani: solo due soldati riuscirono a rientrare a Nettuno. La città di Cisterna riconobbe l'opera di questi soldati gemellandosi nel 1982 con la città americana di Fort Smith, nell'Arkansas, città nativa del generale Darby e titolando a quest'ultimo il locale Istituto Tecnico Industriale e Commerciale. Dopo lo scontro di Isolabella, gli americani avevano bruciato il "fattore sorpresa", e i tedeschi avevano preparato una linea difensiva compresa, al cui centro si trovava appunto Cisterna. La città si trovò così al centro degli scontri armati, subendo pesanti bombardamenti. La popolazione civile, in preda al panico, si rifugiò nelle grotte sotterranee di Palazzo Caetani. Si nascosero qui, circa quattromila dei settemila abitanti. Il 19 marzo, però i tedeschi, forti delle difficoltà alleate, che si erano impantanati, decisero di sgomberare l'abitato, costringendo gli abitanti, (in quello che verrà chiamato l'Esodo Cisternese), a lasciare Cisterna.[5]

  La battaglia di Cisterna raffigurata su una mappa dell'Esercito degli Stati Uniti

Ad aprile, gli americani riuscirono finalmente a sbloccare la situazione e a conquistare Aprilia. A maggio, raggiunti dai rinforzi, le forze alleate sferrarono una dura offensiva (Operazione Buffalo). I tedeschi crollarono all'altezza di Borgo Sabotino e si videro costretti a cedere Littoria e si arroccarono su Cisterna. Gli Alleati, concentrarono qui i loro sforzi e dopo una battaglia durissima riuscirono ad entrare a Cisterna. I tedeschi si rintanarono allora dentro Palazzo Caetani ma alle prime ore del pomeriggio del 25 maggio, si arresero agli Americani. Cisterna e l'intero Agro pontino erano completamente liberati ma la città era rasa al suolo con quasi il 96% degli edifici distrutti.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Cisterna.

  Dal dopoguerra ad oggi

« Al pellegrino che domanderà della nostra vita, non dite: "Per pietà!". Non parlate dei vostri figli raminghi e dispersi che attendono ancora per darvi il bacio del ritorno, non dite: "Qui fu Cisterna" ma forte gridate: "Qui risorgerà Cisterna!" »
(Padre Eugenio Caldarazzo)

La ricostruzione della città avvenne abbastanza velocemente, grazie all'impegno del sindaco Felice Leonardi, anche senza un preciso piano regolatore, tanto che ancora oggi, agli occhi dei forestieri, il ricostruito centro storico appare come un'accozzaglia degli stili più diversi e disparati e in molti casi, gli edifici sono risultati addossati l'uno con l'altro.

In seguito, per arginare il caos edilizio, fu avviata la costruzione di un nuovo quartiere, lungo Via Primo Maggio, a est di Piazza XIX Marzo. Il nuovo quartiere sorse in condizioni disagiate e ad alta densità abitativa, tanto che i cisternesi lo ribattezzarono "Scianghai" come l'omonima città cinese, allora fra le più popolate al mondo.

A partire dagli anni settanta, Cisterna conobbe un forte sviluppo economico e demografico, dovuto prevalentemente all'insediamento della città nell'area tutelata dalla Cassa del Mezzogiorno che favorì la trasformazione della città in centro industriale e attirò un notevole flusso di popolazione da tutte le regioni d'Italia.

  I primi complessi residenziali di San Valentino sorti negli anni settanta per compensare lo sviluppo demografico della città

La sua popolazione passò dalle 7.000 unità degli anni quaranta a 20.000 negli anni settanta e ai 30.000 degli anni ottanta. Un boom enorme, come tra l'altro si verificò anche nei Comuni limitrofi dell'Agro.

Negli anni novanta, la città ha risentito della crisi industriale che ha investito l'area dell'Agro pontino, dovuto soprattutto alla chiusura degli stabilimenti industriali del territorio, a causa dell'abolizione della Cassa del Mezzogiorno e dei privilegi fiscali che ne derivavano. La chiusura dello stabilimento Goodyear, uno dei più grandi in città, nonostante il buon funzionamento dell'industria, provocò durissimi scioperi ma nonostante tutto la multinazionale americana decise di chiudere, licenziando ben cinquecento persone. Successive indagini della magistratura, hanno rivelato che lo stabilimento non rispettava le leggi in materia ambientale e ha rivelato una massiccia presenza di amianto sul sito. Inoltre i dirigenti dell'azienda sono stati condannati in primo grado, perché le scarse condizioni di sicurezza all'interno della fabbrica, avrebbero causato la morte, per cancro, di dieci operai.

Investimenti nell'agricoltura specializzata, con la produzione in particolare del kiwi (nella versione locale del kiwi latina IGP), di cui Cisterna è il primo produttore nazionale, hanno permesso un rilancio della sua economia.

Negli ultimi tempi, è sorto in città un comitato con l'obiettivo di riportare il nome della città da Cisterna di Latina a più semplicemente Cisterna, com'era prima dell'Unità d'Italia.

  Onorificenze

Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor civile
«Con animo fierissimo sopportava numerosi bombardamenti che causarono morti e distruzioni dando nobile esempio di strenuo coraggio e di devozione alla Patria»
— Cisterna di Latina, 1959[6]

  Geografia antropica

  Quartieri

  Sant'Antonio-La Villa

  L'ex chiesa di Sant'Antonio, i resti del campanile

Il quartiere comprende l'area settentrionale della città, in direzione Velletri. Comprende la primissima parte di corso della Repubblica, le vie limitrofe e il quartiere sorto lungo via Roma e via Benedetto Croce (località nota anche come La Villa forse per i resti di un'antica dimora di campagna dei Caetani). Il quartiere, area prevalentemente residenziale, ospita il Cimitero cittadino, il monumento ai Caduti sul Lavoro, l'antico convento abbandonato di Sant'Antonio Abate (noto anche come Il Mulino).

  Franceschetti

La zona residenziale prende il nome dalla famiglia proprietaria del bosco che vi sorgeva fino al dopoguerra, ultimo residuo dell'antica Macchia di Cisterna (che prima della bonifica copriva buona parte dell'Agro Pontino). Dopo la costruzione delle case, sorte in gran parte abusivamente, a partire dagli anni settanta, dell'antico bosco non è rimasta quasi nessuna traccia.

L'area è stata recentemente oggetto di una variante del Piano Regolatore, che prevede la riqualificazione della zona e la costruzione di servizi vari (fra cui il primo asilo nido comunale).

  Collina dei Pini

Il quartiere che sorge lungo l'Appia (direzione Velletri) prende il nome dai secolari sempreverdi che costellano la strada.

  Cisterna Vecchia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cisterna_di_Latina#Cisterna_Vecchia_2.

È la parte storica della città, gravemente danneggiata dai bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale. Il quartiere si sviluppa fra il cosiddetto chilometro di Corso della Repubblica (dall'incrocio con Via Manzoni fino a Piazza Cesare Battisti), su cui si apre Piazza XIX Marzo, cuore della città, e i vicoli e le piazzette del centro storico fino a via Ugo Bassi, Viale America, Via Monti Lepini.

  Corso

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cisterna_di_Latina#Corso della Repubblica.

Si intende con questo nome nell'uso comune, generalmente il tratto centrale di Corso della Repubblica con le abitazioni che vi si affacciano e le vie e le piazze laterali e limitrofe.

  Sciangai

Soprannominato così per via del grande numero di abitanti (la metropoli cinese di Shangai era allora la più popolosa città del pianeta) che aveva all'epoca della fondazione, quando sorge per accogliere gli sfollati della seconda guerra mondiale colpiti dai bombardamenti. La costruzione del quartiere fu finanziato dal Piano Marshall, mentre un gruppo di abitazioni (Le casette) furono donate dall'allora sindaco di New York Fiorello La Guardia. Oggi le casette sono state in gran parte demolite, ne sono sopravvissute cinque lungo via Piero Gobetti. Il quartiere si sviluppa essenzialmente lungo Via Primo Maggio, comprendendo anche tutta l'area compresa lungo Via Po, Via Guido d'Arezzo e Via Benedetto Croce, fino all'incrocio con Via Roma. Nel quartiere è presente il Monumento al Bersagliere, che ospita le reliquie di un milite ignoto caduto durante la prima guerra mondiale.

  Il monumento a Salvo d'Acquisto, cuore del quartiere della Stazione

  Stazione

Il quartiere della Stazione si sviluppa attorno alla fermata delle Ferrovie dello Stato, aperta nel 1924, in un'area all'epoca in aperta campagna. Le prime abitazioni iniziarono a sorgere negli anni trenta e la zona fu rasa al suolo durante la guerra. Ricostruito per ospitare le case del Piano Fanfani degli anni cinquanta, oggi comprende l'intera area fra piazza Michelangelo (la Murgia) e Piazza Cesare Battisti, compresa l'area ad est di corso della Repubblica fra Piazza Battisti e l'incrocio con via Martiri delle Ardeatine. Al suo interno è presente la chiesa di San Francesco d'Assisi, risalente agli anni settanta

  Villaggio Mariotti

Il quartiere è essenzialmente una zona residenziale popolare che prende il nome dal primo impresario edile che investì nell'area. Sorto per ospitare gli operai delle industrie che stavano aprendo in città durante il miracolo economico. A partire dagli anni ottanta il villaggio ha iniziato ad ospitare una presenza sempre più consistente di immigrati stranieri, soprattutto dalla Romania, dall'India e dalla Nigeria. Il quartiere comprende tutta l'area ovest di Corso della Repubblica nel tratto fra Piazza Cesare Battisti e il Ponte della Ferrovia, fino a Via Oberdan nonché il tratto iniziale di Via Monti Lepini fino all'incrocio con Viale America.

  L'Annunziata (o Via Cori)

  La cappella dell'Annunziata. La zona un tempo aperta campagna è oggi inglobata nel centro cittadino

Il quartiere dell'Annunziata deve il suo nome ad un'antica cappella, tuttora esistente, dedicata alla Madonna dove era tradizione che i cisternesi trascorressero la Pasquetta. Si ritiene che la cappella sia stata fondata su un precedente luogo di culto dedicato ai Santi martiri Argeo, Narciso e Marcellino che il 1º gennaio del 316 in questo luogo furono decapitati e sepolti fino al IX secolo quando i loro corpi furono fatti prelevare da Papa Leone IV per portarli nella Basilica dei Santi Quattro Coronati a Roma.[7]

L'Annunziata comprende il tratto di Via Monti Lepini, con relative traverse, fra Viale America e Via Machiavelli, la zona residenziale sorta nei pressi dell'Istituto Tecnico Superiore Darby, l'area di Porta Agrippina, ai confini con il centro storico e le abitazioni di recente costruzione lungo via Enrico Fermi, intorno al centro commerciale La Grangia.

  Ponte della Regina

Il quartiere del Ponte della Regina comprende una vasta area mista ad uso residenziale e agricolo, sorta lungo Via Marconi ma sempre più urbanizzata negli ultimi anni. Spesso il ponte viene identificato col cavalcavia di Via Marconi sulla ferrovia Roma-Formia, ma il vero e proprio "ponte della Regina" è in realtà il ponte con la quale la statale Appia scavalca il fosso di Cisterna, posto nei pressi del punto in cui Via Marconi si congiunge alla statale, prenderebbe il nome dall'appellitivo latino dell'Appia ovvero Regina Viarum. Fino agli anni sessanta la zona era chiamata anche Pozzo Cafone o Pizzo Cafone per la presenza dei numerosi immigrati abruzzesi, trasferitisi a Cisterna durante la bonifica prevalentemente come cavatori e tagliatori di travertino delle vicine cave della Bufalareccia, che venivano chiamati dispregiativamente cafoni.

  Quartiere San Valentino

Il quartiere San Valentino è il più grande e il più popolato della città. Comprende tutta l'area intorno a via Monti Lepini, a partire dall'incrocio con via Machiavelli (Residenza del Gallo) fino alla località Quattro Strade, agli estremi confini del centro abitato. Il quartiere è sorto come zona popolare alla fine degli anni settanta su quello che era fino ad allora parte del latifondo della famiglia Sbardella, noto come il Tiro a Segno.

  I Giardini Giovanni Paolo II, noti anche "Il Parco" inaugurati alla fine degli anni novanta

Ai primi complessi di case popolari (via Aldo Moro - via Pietro Nenni - via Giovanni Falcone) si è andata affiancando sin dalle origini una vasta zona residenziale. L'area, malgrado ospiti da sola un sesto della popolazione cisternese, soffre da sempre di una pesante carenza di servizi. Il quartiere ospita però la più vasta area verde cittadina, i Giardini Giovanni Paolo II meglio noti come il Parco, che si estendono su 10.000 m2 di terreno, e l'omonima chiesa parrocchiale, inaugurata il 12 dicembre 2010.

Il nome prese spunto da un vicino complesso di villette a schiera già esistente dedicato al Patrono degli innamorati perché pensato per ospitare giovani coppie.

  Via Machiavelli

Area di recente espansione urbanistica, denominata C8-C9 sul piano regolatore, sorge nell'area un tempo agricola fra San Valentino e l'Annunziata. Il quartiere muta il suo nome dalla sua strada principale.

  La Croce-Cerciabella-Nalco

Il quartiere comprende la periferia meridionale della città. In particolare l'ultimo tratto di corso della Repubbica, la località Rotonda della Croce (che mutua il nome da un croce in ferro posta in memoria dei missionari Passionisti negli anni cinquanta) e Cerciabella (in presenza di un'antica quercia centenaria, oggi scomparsa). Inoltre del quartiere fa parte l'intera area Ex Nalco, sfruttata come zona industriale e commerciale.

  Via Nettuno

Il quartiere nasce e si sviluppa lungo via Nettuno, che unisce la città all'omonimo centro sul litorale romano, comprendendo anche la traversa di via Aprilia e la località di Collemarcaccio.

  Frazioni

  Borgo Flora

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Borgo Flora.
  uprightIl Monumento ai bonificatori a Borgo Flora

Borgo di fondazione sorto ai margini della provinciale per Latina e popolato da pionieri venetopontini, fu costruito durante la bonifica dell'Agro pontino e ospita il Monumento Nazionale ai Bonificatori.

Prende il nome da una preesistente Tenuta Agricola Flora.

  Olmobello e Isolabella

Due località che si incrociano lungo la strada che unisce Cisterna a Nettuno, luogo di feroci scontri durante la seconda guerra mondiale.

  Doganella di Ninfa

Altro borgo di fondazione degli anni venti e trenta, risulta oggi diviso a metà con il comune di Sermoneta, mutua il suo nome da un antico toponimo legato al vicino Giardino di Ninfa. Popolato da pionieri della bonifica e loro discendenti venetopontini, umbro-marchigiani e lepini.

  Le Castella

Frazione lungo l'Appia verso Velletri: ospitava in epoca romana una stazione di sosta detta Ad Sponsas e si trova in un punto in cui l'attuale tracciato dell'Appia interseca quello rettilineo dell'Appia antica. Nel suo territorio sono stati rinvenuti importati resti archeologici di epoca romana, fra cui l'antico abside della chiesa paleocristiana di Sant'Andrea.

  17 Rubbie

È una piccola frazione a sud de le Castella e al confine con Velletri e a sud con via Aprilia

  Castel Ginnetti

Sorto sul confine col comune di Velletri, prende i nomi dall'antica famiglia dei Ginnetti, antichi latifondisti del luogo.

  Prato Cesarino-Sant'Ilario-Castelverde

Il primo minuscolo villaggio, i secondi due lottizzazioni semiabusive degli anni sessanta e settanta, si trovano in un'area marginale al confine col comune di Latina in una zona di appoderamento ONC in cui il confine comunale (derivato dall'assetto del territorio pre-bonifica) non coincide con alcun elemento geografico: per questo motivo sono da sempre di fatto storicamente legati, col loro territorio circostante, a tre borghi siti nel territorio di Latina: Borgo Podgora e Borgo Montello per (Prato Cesarino), e Borgo Bainsizza per gli altri due. Tale legame "di fatto" coi centri oltre-confine è supportato sia dall'estensione dei confini parrocchiali, sia dall'iniziale appartenenza dei poderi ONC circostanti alle aziende agrarie dei borghi citati localizzate nel comune di Latina.

  Monumenti e luoghi d'interesse

  Palazzo Caetani

  La scalinata interna di Palazzo Caetani

Palazzo Caetani fu costruito nel 1560, per volontà di Onorato Caetani, e venne ultimato nel 1574. Il palazzo fu fatto erigere sulle rovine dell'antica rocca dei Frangipane, di cui ha inglobato una torre quadrata in pietra, l'unico edificio sfuggito alle devastazioni precedenti.

Non ha una pianta completamente regolare, in quanto ha inglobato l'antica torre e ha dovuto seguire la conformazione ondulata del terreno. Comprende due torri e un cortile quadrato interno, pavimentato a selci. Buona parte del palazzo è crollato sotto le bombe della seconda guerra mondiale e in molti tratti, è stato irrimediabilmente danneggiato.

Sottoposto ad un delicato restauro negli anni novanta, il palazzo ha recuperato in parte l'antica bellezza, rivelando interessanti affreschi tardo-rinascimentali. Nel 2008 è iniziato un intervento al piano nobile per eliminare ulteriori superfetazioni e incongruenze architettoniche, restituendo, tra l'altro, al cortile parte della sua antica eleganza.

Palazzo Caetani ospita ogni anno, numerosi eventi e manifestazioni culturali (mostre, presentazioni, convegni, concerti, esibizioni teatrali) soprattutto nella suggestiva cornice della sua caratteristica corte. È sede permanente della Biblioteca Comunale e di un laboratorio della Facoltà d'Ingegneria dell'Università "La Sapienza" di Roma.

Nel Palazzo è allestita una modesta Pinacoteca Civica d'arte moderna e contemporanea, una selezione non rappresentativa di opere di artisti locali e nazionali.

In due sale è stato allestito il Museo dei Butteri e del Cavallo, dove sono conservati documenti e materiali sulla vita nelle paludi pontine e sull'allevamento dei butteri; nonché opere d'arte dedicate al cavallo (Aligi Sassu, Mirella Bentivoglio fra gli autori).

  Sala Zuccari

Nota anche come "Sala del Vescovo" era una delle sale di rappresentanza dei Caetani e gli affreschi sulle sue pareti sono stati attribuiti ai fratelli marchigiani Federico e Taddeo Zuccari. Gli affreschi rappresentano i possedimenti dei Caetani (Ninfa, Sermoneta, Circeo, il mare, la campagna) nonché uno spaccato delle paludi pontine nel XVIII secolo.Probabilmente questa non è la vera "sala Zuccari" che andò verosimilmente distrutta nei bombardamenti della seconda guerra mondiale; infatti i personaggi che popolano i paesaggi rappresentanti i possedimenti caetani sono vestiti con abiti del Settecento, maneggiano archibugi o armi a fuoco improbabili nel XVI secolo, fonti natiche ricordano affreschi con paesaggi realizzate da un pittore francese. Oggi la sala ospita convegni e incontri, nonché i matrimoni civili.

  Palazzo Caetani visto da un vicolo di Cisterna Vecchia

  Grotte di Palazzo Caetani

Le Grotte di Palazzo Caetani, costituiscono un complesso di grotte, cave e cunicoli sotterranei che si snodano sotto Palazzo Caetani. La più antica è la cisterna di Nerone, che avrebbe dato nome all'intero abitato. Le altre sono una serie di antiche cave di tufo e pozzolana, scavate per ricavare il materiale necessario per costruire Palazzo Caetani e numerose case di Cisterna. Molte di queste grotte sono ancora inesplorate e si ritiene che in passato, furono impiegate, anche come passaggio segreto da parte della famiglia Caetani o degli altri proprietari del palazzo. Le Grotte diventarono durante la seconda guerra mondiale, un rifugio sicuro per i Cisternesi. Vi scamparono ai bombardamenti alleati, circa 4.000 persone. Oggi, una parte delle Grotte sono state restaurate e aperte al pubblico mentre nel mese di marzo, ospitano le manifestazioni in memoria dell'"Esodo Cisternese" e della distruzione totale della città.

  Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo

  La chiesa di Santa Maria Assunta

L'attuale edificio della Chiesa di Santa Maria Assunta è il frutto delle ricostruzioni effettuate dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale. La nuova chiesa, ha mantenuto l'antico aspetto neoclassico e la divisione in tre navate, separate da un colonnato. È sopravvissuta una statua marmorea del patrono San Rocco, della scuola del Canova e un crocefisso ligneo del XVIII secolo.

L'antica chiesa, invece era stata fatta costruire dai Caetani e nel 1582, fu elevata al titolo di collegiata e il suo clero fu unito a quello di Ninfa. Aveva due portali d'ingresso, ornate con due stipiti in travertino e un Coro in noce, opera di Francesco Giangiacomo, autore fra gli altri di alcuni stucchi e dipinti insieme al pittore velletrano Vincenzo Vilà. Si trovava, dietro l'altare, un dipinto cinqucentesco dell'Assunta, rimaneggiato nel XIX secolo. La chiesa, aveva inoltre sei cappelle, dedicate a: S.S. Sacramento, San Rocco, S.S. Crocefisso, S.S. Salvatore, San Paolo e Santa Teresa.

Oggi, l'interno è stato via via abbellito con opere d'arte di fattura moderna, realizzate in gran parte dallo scultore Angelo Biancini di Faenza. Si segnalano un crocefisso in ceramica sull'abside e il portale in bronzo, fuso nel 1981 che raffigura attraverso un ciclo di bassorilievi, tutti gli eventi principali della storia di Cisterna ed è circondato da una serie di formelle in terracotta lavori del Biancini (fatiche di Ercole e altri episodi) che riutilizzò in questa occasione stampi e formelle realizzati in precedenza. Recentemente inoltre sullo sfondo è stata realizzata una suggestiva volta stellata e dietro l'altare è stata posta una serie di Santi scolpiti nella pietra.

  Piazza XIX Marzo

  Piazza XIX Marzo

Piazza XIX Marzo è il cuore di Cisterna. Vi si affaccia il Palazzo Caetani, la chiesa di Santa Maria Assunta è ed attraversata dal Corso della Repubblica. Al centro si trova un piccolo giardino con la statua della Fontana Biondi, simbolo cittadino.

L'attuale piazza iniziò ad emergere nel XIV secolo durante i lavori di riqualificazione urbanistica promossi dalla famiglia Caetani. L'area che congiungeva l'Appia al borgo fu trasformata in una zona di sosta per i cavalli; intorno fu costruita la chiesa di Santa Maria Assunta e una stazione postale (l'edificio ampliato a inizio Novecento corrisponde con numerosi rimaneggiamenti al vecchio palazzo comunale). La zona diventò una vera e propria piazza nel XVIII secolo, quando sul lato sud sorse un deposito di grano (trasformato in Corsozio Agrario, fu demolito nel 1993).

Nel XIX secolo la piazza conobbe nuove sistemazioni in occasione della visita di papa Pio IX. Nel 1883 furono realizzati il giardino centrale e la Fontana Biondi. La fontana fu fatta edificare da Menotti Garibaldi, al quale fu dedicata la piazza fino al 1946.

In anni recenti la piazza è stata mattonata in selci e chiusa al traffico. Gli interventi hanno però suscitato aspre polemiche per l'apparente snaturamento dell'originale impianto ottocentesco, già segnato dalla costruzione a lato della chiesa del Palazzo dei Servizi, edificio moderno che contrasterebbe con il contesto.

  Piazza XIX marzo, vista dal Corso dopo la recente sistemazione urbanistica

Fra le voci che si sono alzate, vi è stata anche quella del noto critico d'arte Vittorio Sgarbi, all'epoca sottosegretario ai Beni Culturali che dichiarò:

« Cisterna è stata rovinata dalla sua amministrazione. Grazie a questi politici Cisterna è diventata l'inferno rispetto a quel paradiso che è Ninfa. »

Nuovi interventi urbanistici sono stati previsti con la costruzione di un palazzo residenziale in luogo dell'ex Consorzio e di un teatro. I progetti partiti nel 2005 si sono poi interrotti suscitando accese proteste per i due vasti crateri che interessano il lato sud e nord della centralissima piazza. I lavori risultano tuttora incompiuti. Diverse proteste si sono levate dalle associazioni culturali cittadine anche per lo stile moderno ed "eccentrico" che avranno i due nuovi edifici (il nuovo teatro ha la forma di un cubo, il palazzo ha una facciata di colore verde).

La piazza, prende il nome dal 19 marzo 1944, giorno in cui la popolazione civile fu costretta dai tedeschi ad abbandonare le proprie case, dopo che fu dato l'ordine di "sfollare la città", e si scrive XIX Marzo (e non 19 Marzo), per ricordare proprio il diciannovesimo giorno di marzo del 1944.

  Fontana Biondi

La Fontana Biondi fu realizzata nel 1885 dallo scultore Ernesto Biondi, su una precedente costruzione, eretta in tutta fretta, in occasione della visita di Pio IX nel 1863. La statua, raffigura una divinità romana (la dea Feronia), che impugna nel braccio destro un ramo d'ulivo ed ha, incatenato ai suoi piedi, un demone, simbolo della malaria. Negli anni cinquanta, la statua fu posta su una base granitica, che simula una piccola montagna con grotte e anfratti. È considerata in un certo senso, il monumento-simbolo della città.

  La Fontana Biondi

La fontana era però precedente alla statua: Menotti Garibaldi, figlio di Giuseppe eletto deputato per il collegio di Velletri-Cisterna, era rimasto stupefatto nello scoprire che la gente di Cisterna beveva direttamente dalla palude e perciò fece costruire nel 1872 la fontana, facendovi arrivare l'acqua di una sorgente nei pressi di Ninfa.

  Palazzo del Comune

Il Palazzo del Comune (che i cisternesi chiamano più familiarmente "comune vecchio") è un edificio risalente alla metà del XIX secolo e sede del Municipio fino al 2001, quando fu inaugurata la nuova sede del Palazzo dei Servizi, a pochi metri di distanza e più idoneo alle esigenze della città.

Il Palazzo oggi è soprattutto sede di mostre e incontri. L'ex aula consiliare, la Sala delle Statue, conserva due statue di Peppino Impastato del 1981 e un'opera artistica di Duilio Cambellotti. Ospita inoltre la sede centrale della Polizia Municipale, del Corpo Forestale dello Stato e di alcuni associazioni onlus.

  Cisterna Vecchia

Cisterna Vecchia è il nome con cui è tradizionalmente denominato il centro storico della città; raso al suolo nel corso della seconda guerra mondiale, ha conservato comunque alcuni edifici d'interesse storico, oggi utilizzati prevalentemente come sedi di abitazioni private:

  Palazzo Calabresi

  Palazzo Calabresi: facciata su Via Garibaldi

Appartenuto alla famiglia Calabresi nel XVIII-XIX secolo, è oggi uno dei pochi palazzi gentilizi rimasti a Cisterna dopo gli ultimi eventi bellici. Presente in Via Garibaldi, angolo Via Paliani, si presenta con una struttura di fondazione risalente al XVI secolo con successivi interventi.

  Palazzo Renzi

  Palazzo Renzi: facciata Sud

Sempre in Via Garibaldi, angolo Via dei Fiori, si trova Palazzo Renzi, apparentemente in stile classicheggiante settecentesco ma di fondazione almeno cinquecentesca, come risulta essere l'intero borgo di Cisterna. Appartenne alla facoltosa famiglia Renzi, imparentata con le altre famiglie notabili locali.

  Palazzo della Confraternita delle Anime del Purgatorio

  Palazzo della Confraternita del Suffragio

È un edificio di cui poco rimane. Si trova in Via dell'Anello, angolo Via Garibaldi, ed è in stile classico con cornicione tardo-settecentesco. Dai fregi che riporta è un esempio di architettura piuttosto rara nel tessuto urbano di Cisterna, considerando che poche erano le famiglie nobili della città. Appartenne alla Confraternita delle Anime del Purgatorio.

  Casa Sciara

Presente su Via Ugo Bassi, è una casa del tardo Cinquecento rifacentesi allo stile classico campestre di Palazzo Caetani, dal quale diverse abitazioni traggono ispirazione. Presenta un grande arco in travertino al centro, che permette l'accesso agli appartamenti sovrastanti. Le finestre recano architravi in travertino piuttosto semplici ma ben inseriti nel complesso. Purtroppo l'edificio presenta un avanzato stato di deperimento.

  Casa Montani

È una casa cinquecentesca con arco lavorato e cortile interno con pozzo, piuttosto rimaneggiata, presente su Via Lauretana.

  Ex Convento di S. Antonio Abate (Il Mulino)

  L'ex convento di Sant'Antonio Abate

L'edificio, in stato d'abbandono, contiene affreschi di interesse storico realizzati da Girolamo Siciolante da Sermoneta e dai fratelli Zuccari. Il complesso comprende una chiesa del XVI secolo con affreschi raffigurati scene tratte dal Vangelo (in particolare la conversione degli Apostoli); v'è inoltre un chiostro al centro dell'edificio, ornato da affreschi coperti parzialmente da intonaco e rappresentanti, probabilmente, la vita di San Francesco. Sotto il complesso si stende inoltre una rete di grotte e cunicoli inesplorati simili a quelli di Palazzo Caetani e probabilmente collegati ad essi.

L'antico convento fu voluto da Bonifacio Caetani nel 1568, fuori dalle mure della città (che allora terminava lungo l'attuale Via San Pasquale) e venne affidato a undici Frati Minori. L'ordine dei Francescani abbandonò il convento tre secoli dopo, quando i frati entrarono in disaccordo con i Caetani per questioni fiscali. Il complesso passò ad altri ordini, poi all'inizio del XIX secolo fu sequestrato dall'esercito napoleonico e destinato a caserma provvisoria.

Tornato ai Caetani fu affidato alla locale parrocchia, quindi si tentò di far tornare i francescani. Nel 1848 la chiesa fu definitivamente sconsacrata e l'edificio abbandonato. Per evitare razzie i Caetani portarono via le proprietà più preziose del luogo come l'antico altare maggiore donato alla chiesa di San Paolo a Tor Tre Ponti e le sue campane ospitate per lungo tempo nel campanile di Sermoneta.

In seguito, i Caetani trasformarono il convento in un magazzino di grano fino al 1934 quando lo vendettero alla famiglia Luiselli che lo ampliò e lo trasformò in un mulino, rimanendo tale fino agli anni settanta del XX secolo, quando dopo il fallimento dei proprietari, il Mulino fu abbandonato.

Nel corso degli anni si è discusso sulla sua destinazione d'uso, giacché potrebbe costituire un esempio di archeologia industriale, oltre al suo importante prestigio culturale per la presenza degli antichi affreschi e per il fatto di costituire l'unica chiesa di Cisterna sfuggita ai bombardamenti alleati. Nel 1995 il monumento prossimo alla demolizione verrà salvato grazie all'intervento dell'allora governo Dini che intervenne su sollecitazione del WWF di Cisterna. Recentemente, malgrado i vincoli, una nuova speculazione edilizia è stata proposta: quest'ultimo progetto pur salvando il Mulino e cedendolo al Comune, favorirà la cementificazione dell'area circostante. Anche questo progetto ha sollevato forti critiche in città[8].

Il Convento occupa un ruolo importante nel folklore locale, è protagonista di numerose leggende tramandate oralmente all'interno delle famiglie della zona.

  Corso della Repubblica

Corso della Repubblica, già Corso Umberto I, è l'arteria principale di Cisterna, ricalcando il percorso della Via Appia, che attraversa l'abitato. Il corso, già da prima della limitazione al traffico attivata negli ultimi anni, è luogo di ritrovo e incontri per molti cisternesi.

  Facciata della chiesa di San Francesco

  Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco d'Assisi è un edificio moderno, dai lineamenti semplici e geometrici, abbellita all'interno da pitture a mano sul tema dell'Eucarestia. La chiesa fu consacrata nel 1975 e dedicata al Santo d'Assisi perché la nuova parrocchia, che comprende l'area dei quartieri sud della città, fu costituita su ispirazione di un sacerdote francescano, padre Luigi Zangrilli.

  La chiesa di San Valentino

  Chiesa di San Valentino

La chiesa di San Valentino sorge al centro dell'omonimo quartiere, lungo via Giovanni Falcone. Consacrata il 12 dicembre del 2010 (la parrocchia invece fu istituita il 30 ottobre 1986) ha una facciata a capanna e linee essenziali. L'abside è interamente coperto da una vetrata raffigurante un sole nel cielo, metafora della luce di Dio e realizzata dall'artista veronese Albano Poli.

  Chiesa della Madonna dell'Olmo

La chiesa sorse alla fine degli anni cinquanta per iniziativa della comunità di Olmobello, un piccolo borgo agricolo sorto dopo la bonifica dell'Agro pontino.

La chiesa ospita un dipinto donato dalla Basilica di Santa Maria dell'Olmo di Cava de' Tirreni nonché un'antica statua lignea di San Francesco d'Assisi proveniente dal convento abbandonato di Sant'Antonio.

  Monastero Tibetano di Via Tivera

Inaugurato il 23 luglio 2010, nella campagna della città (precisamente in località Quattro Strade), il Monastero Tibetano è il secondo più grande d'Italia dopo quello di Cecina[9] e vi vive stabilmente una piccola comunità di monaci buddisti.

  Giardini di Ninfa

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Giardino di Ninfa.

Il Giardino di Ninfa, si trova interamente compreso nel suo territorio comunale, è stato creato sulle rovine della città medievale di Ninfa agli inizi del XX secolo da Gelasio Caetani. In seguito, grazie all'opera dei suoi eredi e oggi della Fondazione Roffredo Caetani, il giardino si è arricchito di numerose piante e alberi provenienti da ogni parte del mondo, creando un'atmosfera idilliaca e richiamando ogni anno, migliaia di turisti. Il New York Times, lo ha definito il "primo giardino romantico del mondo".

Nei pressi dell'oasi è stato ricreato artificialmente l'ambiente delle Paludi Pontine prima delle bonifica, l'area gestita sempre dalla Fondazione Caetani è nota come Riserva del Pantanello e consiste in sei stagni di variabili dimensioni.

  Tenuta di Torrecchia

Sita in località Torrecchia Vecchia costituisce un giardino privato, dotato di resti di una cinta muraria medievale ed arricchito dalla presenza di un ruscello, alla cui valorizzazione hanno contribuito l'architetto Gae Aulenti ed il designer del verde Dan Pearson, per volere del proprietario l'editore Carlo Caracciolo.

  Bosco di San Biagio (o del Filetto)

Il Bosco del Filetto è quanto rimane di una riserva di caccia dei Caetani che si estendeva lungo la vasta area oggi compresa fra via Tivera, il quartiere San Valentino e la località Torrecchia. Il bosco ospita al suo interno una base dell'AGESCI e conserva diverse rovine romane e medievali, probabilmente appartenenti all'antica città di Tiberia scomparsa nel XII secolo. Ospita anche una grotta di travertino.

  Monumenti cittadini

  Monumento ai caduti di tutte le guerre

Il monumento sorge nell'omonima piazza, sul lato destro del Palazzo del Comune. Il primo stabile, fu realizzato in bronzo nel 1925, per onorare i caduti della prima guerra mondiale e rappresentava un soldato ferito, sorretto da un angelo. In seguito all'autarchia, decisa dal fascismo, il monumento fu fuso e al suo posto vi fu elevata una semplice stele marmorea. Distrutta durante la seconda guerra mondiale, vi fu eretto un nuovo monumento negli anni cinquanta, sempre in marmo.

  Monumento alle vittime civili della seconda guerra mondiale

Il monumento, un semplice cubo con diversi dipinti, è stato inaugurato nel 1995.

  Monumento in memoria dell'esodo cisternese

Il monumento ricorda tutti i cisternesi costretti a lasciare le loro case dai tedeschi dopo il 19 marzo 1944. È una lastra in bronzo ed è posta in Piazza Caetani.

  Monumento ai marinai d'Italia

Costruito nel quartiere Mariotti, il Monumento è dedicato ai tanti marinai cisternesi che morirono durante la seconda guerra mondiale.

  Monumento ai bersaglieri d'Italia

Costruito nel quartiere di via I Maggio, il monumento raffigura un bersagliere in bronzo ed è stato inaugurato nel 2002, in occasione delle cerimonie del 25 aprile.

  Monumento agli aviatori d'Italia

Inaugurato a San Valentino nel 2010 è costituito da un piccolo aereo donato dalla base dell'Aeronautica Militare di Latina Scalo.

  Monumento a Salvo D'Acquisto e ai Caduti di Nassiriya

Il monumento a Salvo D'Acquisto, è stato inaugurato nel settembre 2003, in occasione del sessantesimo anniversario dell'eroica morte del carabiniere Salvo D'Acquisto. In seguito alla strage dei militari italiani a Nassiriya, nel novembre del 2003, il monumento è stato dedicato anche a quest'ultimi.

  Monumento ai Bonificatori

Inauguarato nel settembre 2007, il monumento ricorda le migliaia di persone cadute sul lavoro, durante le opere di bonifica.

  Monumento ai Caduti sul Lavoro

Inaugurato nel 2009 su iniziativa degli ex dipendenti della Goodyear dove diversi operai si ammalarono e morirono a causa delle scarse condizioni di sicurezza dello stabilimento, si trova all'entrata della città.

  Musei e Teatri

  Teatro "Tres Tabernae"

Nel 2003 è stato inaugurato, presso i locali della parrocchia di Santa Maria Assunta, il Teatro "Tres Tabernae". Il teatro s'è trasformato negli anni, in un centro per ospitare incontri ed eventi teatrali.

  Il tratto centrale di Corso della Repubblica, all'altezza di Largo Silvio Pellico

  Teatro SpazioZeroNove

Il teatro, gestito da privati, è stato aperto nell'estate del 2009 nella zona commerciale della città ed è riuscito ad avviare col tempo una vera e propria stagione teatrale, con la partecipazione di artisti e compagnie provenienti da tutta Italia.

  Cinema-Teatro Luiselli

Il Cinema Teatro Luiselli, si trovava nel centro storico di Cisterna negli anni del dopoguerra ed è stato chiuso negli anni settanta, a causa di problemi finanziari dei proprietari. Lo stabile, dopo anni di abbandono, è stato acquistato dal Comune, in seguito completamente demolito per la costruzione del nuovo e più moderno teatro cittadino. I lavori sono ancora in corso, rallentati da disguidi e scontri fra l'amministrazione comunale e la ditta che ha preso in appalto il cantiere. L'interruzione della costruzione del cinema-teatro ha suscitato polemiche, anche dal punto di vista estetico, per il grande cratere che interessa un intero lato della centalissima Piazza XIX Marzo.

  Area archeologica di Tres Tabernae

Situata lungo la statale Appia, costituisce il luogo dove era ubicata l'antica città romana. Nonostante il valore storico e la presenza di mosaici non è stato mai sviluppato un sito archeologico di interesse turistico: per impedire che gli agenti atmosferici danneggiassero i resti rinvenuti si è deciso, in attesa di poter avviare un reale recupero, di interrarli nuovamente.

  Aree archeologiche di San Valentino-Caprifico-Via Machiavelli

Altri resti risalenti probabilmente all'epoca romana sono stati rinvenuti negli attuali quartieri di San Valentino (in particolare nell'area nord del Parco Giovanni Paolo II dove sono emersi i resti di una strada e di una necropoli), lungo l'attuale via Machiavelli (strada e mosaici) e in località Caprifico-Franceschetti. Anche questi resti, in attesa di poter avviare un reale recupero, sono stati interrati mentre le parti più preziose, nel timore di atti vandalici e delle azioni dei tombaroli, sono stati trasportate a Roma.

  Cultura

  • Nella città di Cisterna, sono state ambientate alcuni racconti della raccolta Shaw 150 - Storie di fabbrica e dintorni dell'autore Antonio Pennacchi. Cisterna, inoltre, è stata descritta col nome di Cupìdo, in un altro libro di Pennacchi, Una nuvola rossa.
  • Ai butteri ed alla sfida di Augusto Imperiali è dedicato il libro "I butteri di Cisterna e dell'Agro Pontino. Augusto Imperiali, l'eroe di tutti i butteri" di Mauro Nasi e un racconto di Leonardo Colombati.
  • In un circo momentaneamente di tappa nella cittadina pontina, sono state girate alcune scene del film di Roberto Benigni, La tigre e la neve.
  • Secondo un articolo de La Repubblica del 13 luglio 1995, i parlamentari leghisti avevano pensato di trasferirsi in massa a Cisterna.[10]

  Manifestazioni

  • Il Carnevale Cisternese è una manifestazione recente, che vede sfilare le ultime due domeniche di Carnevale e il Martedì Grasso, i carri allegorici, realizzati dai quartieri e dalle scuole della città e che raffigurano i temi più disparati, dalla politica alla cronaca, passando per le più classiche raffigurazioni di grandi film e opere letterarie.
  • Fiere dell'Ascensione e della Ricalata si tengono rispettivamente la domenica dell'Ascensione e la penultima domenica di ottobre. Le due fiere, oggi sono prevalentemente eventi commerciali, che richiamano persone e turisti da tutta la provincia, ricalcano due antiche manifestazioni che si tenevano quando i butteri e i pastori, lasciavano (o vi ritornavano) la palude, vendendo i prodotti ricavati o acquistando gli oggetti di cui avevano bisogno. Da qualche anno, l'Associazione Butteri Cisternesi, rievoca in occasione delle Fiere i tradizionali rodei, con l'addomesticamento di cavalli selvatici e la mercatura del bestiame.
  • Cisterna Estate è il cartello, sotto cui si riuniscono le centinaia di manifestazioni, con concerti, esibizioni, mostre artistiche che si susseguono nei mesi di luglio e agosto e tocca l'apice nei giorni fra il 15 e il 16 agosto, in occasione della festa di San Rocco. Negli anni "Cisterna Estate", organizzato con la collaborazione fra la Pro Loco cittadina e il Comune, ha richiamato a Cisterna artisti di fama nazionale e internazionale come Ray Charles, Lucio Dalla, Pooh, Nek, Antonello Venditti.
  • Processione di San Rocco, si tiene tradizionalmente la sera del 15 agosto. Il sacro corteo attraversa tutte le vie principali del centro della città con la partecipazione della locale "Confraternita di San Rocco" i cui membri sfilano ovviamente indossando l'abito confraternale composto da "sacco" bianco e mozzetta rossa, e provvedono al trasporto a spalla delle statue del patrono e della Madonna, dell'icona del Cristo, e del reliquiario contenente parte di un dito di San Rocco, conservato nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, da dove fu tratto rocambolescamente in salvo durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
  • Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, rappresentazione delle quattrodici stazioni della Via Crucis lungo il Corso con la partecipazione di centinaia di figuranti. Si svolge la sera del Venerdì Santo.
  • Natale Cisternese, concerti ed eventi in vista delle feste natalizie. Caratteristico è il presepe, realizzato nelle grotte di Palazzo Caetani.
  • Festa della Madonna del Divino Amore, è una delle più tradizionali della cittadina e si sviluppa a Cisterna Vecchia. Ad essa sono associate una corsa ciclistica ultratrentennale, una Santa Messa presso la cappellina in via dell'Anello e giochi quali la gara di spaghettata e corsa ai sacchi cui si possono aggiungere, ormai sempre più di rado, eventualmente altri spettacoli.

  Personalità legate a Cisterna

  Economia

  Panorama di Cisterna

L'economia della città ruota soprattutto intorno ai settori trainanti dell'industria e dell'agricoltura. Il terziario è invece ancora irrilevante (a Cisterna si lamenta da sempre una forte carenza dei servizi), mentre una parte non indifferente della sua popolazione si reca a lavorare ogni giorno fuori Cisterna, soprattutto a Roma, sfruttando la comodità della vicina linea ferroviaria, che rappresenta tuttora il più veloce mezzo per raggiungere la Capitale.

Il peso dell'industria, che aveva insediato in città numerosi stabilimenti, ora è in forte calo. In questi termini clamoroso è stato nel 1999 il disimpegno della Goodyear che ha chiuso dopo quasi trentacinque anni lo storico stabilimento in zona Olmobello. Nel settembre del 2008 al termine del processo di primo grado presso il Tribunale di Latina sono stati condannati diversi dirigenti dell'azienda per la scarsa sicurezza all'interno della fabbrica che sarebbe la causa del cancro che ha ucciso alcuni operai.

Una delle più grandi fabbriche presenti sul territorio è la multinazionale inglese Birdy Age che produce a Cisterna i prodotti del marchio Findus. Lo stabilimento, sito lungo la Strada Statale Appia, da lavoro a circa quattrocento dipendenti.

Altro stabilimento storico è quello della norvegese Hydro Alluminium sito sulla provinciale per Nettuno, in località Olmobello, già appartenuto alla tedesca VAW Alluminium e prima ancora alla statunitense SLIM, che da lavoro a febbraio 2009 a circa cinquecentocinquanta dipendenti.

Vi sono poi aziende di media e piccola dimensione, che si sono sviluppate proprio a Cisterna e si stanno espandendo in tutta Europa; tra queste ricordiamo la Icom che ha sviluppato una nuova tipologia di sfruttamento del metano, più ecologica ed economica e battezzando il risultato "metano Cisterna". D'importanza prettamente locale sono invece la Centrale del Latte di Cisterna-Cooperativa Cisternino e Olivieri, che producono latte e derivati.

Nel settore primario il fiore all'occhiello è senz'altro la produzione del Kiwi Latina, che proprio nei territori cisternesi vede la produzione d'eccellenza e che ha visto riconosciuto il marchio europeo di qualità IGP nel settembre 2007.

  Evoluzione demografica

Abitanti censiti

  Etnie

Gli stranieri residenti nel territorio sono 2.113 (Istat - Censimento 2011), il 6% della popolazione totale.

Pos. Cittadinanza Popolazione Percentuale
1 Bandiera della Romania Romania 890 42,12%
2 Bandiera delle Filippine Filippine 268 12,68%
3 Bandiera della Tunisia Tunisia 147 7%
4 Bandiera dell'India India 114 5,4%
5 Bandiera della Moldavia Moldavia 82 3,88%
6 Bandiera della Polonia Polonia 74 3,5%
7 Bandiera della Nigeria Nigeria 55 2,6%

  Infrastrutture e trasporti

  Strade

  Corso della Repubblica all'altezza di Piazza XIX Marzo

Cisterna è attraversata dalla Strada Statale 7 Appia che fino agli anni 2000 tagliava in due parti l'abitato, coincidendo all'interno della città, con il Corso della Repubblica. Negli anni duemila è stata aperta, in due traches, la Tangenziale Cittadina che sostituisce il tracciato urbano dell'Appia congiungendone la zona nord (in prossimità della zona Le Castella) a quella sud (all'altezza dell'incrocio con la SP Cisterna - Borgo Piave) aggirando il centro cittadino. A seguito di tale modifica il centrale Corso della Repubblica è stato convertito a senso unico.

Diverse strade provinciali uniscono il territorio di Cisterna ai confinanti comuni di Latina (Via Latina) Cori (Via Monti Lepini), Aprilia (Via Aprilia), Nettuno (Via Nettuno) e Sermoneta (Via Tivera).

Sono presenti a Cisterna una serie di linee interne di autobus, che collegano il centro con le frazioni e con i quartieri periferici, gestiti da diverse aziende private.

È prevista la costruzione di una bretella autostradale che unisca Cisterna e Latina al casello autostradale sull'A1 di Valmontone.

  Ferrovie

  La stazione di Cisterna di Latina

La città è attraversata, proprio all'interno del centro abitato, dalla trafficata Ferrovia Roma-Formia-Napoli ed è sede di una stazione ferroviaria, frequentata ogni giorno dai numerosi pendolari che devono raggiungere Roma per lavoro, ma anche da residenti dei comuni vicini come Cori o Latina, i quali sono o sprovvisti di una stazione propria o troppo distante dai luoghi di residenza.

  Amministrazione

Classificazione climatica: zona C 1216 GR/G

  Amministrazioni precedenti

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
Felice Leonardi PRI Sindaco
Armando De Santis PCI Sindaco
1954 1959 Filippo Salvatori DC Sindaco
1958 1962 Dante Monda DC Sindaco
1962/1966 1969/1972 Felice Paliani DC Sindaco
Ermanno Vittucci PSI Sindaco
Epifanio Cera DC Sindaco
Amedeo Leone DC Sindaco
Adolfo Montellanico DC Sindaco
Gianni Salis PSI Sindaco
1981 1983 Ezio Comparini PRI Sindaco
1983 1985 Eugenio Comandini PCI Sindaco
1985 1988 Giulio Porcelli PSI Sindaco
1988 1989 Udino Caselli PCI Sindaco
1989 1992 Valerio Montellanico DC Sindaco
1992 1994 Giovanni Cirilli DC Sindaco
1994 1995 Tonino Del Giovine PPI Sindaco
1995 1999 Umberto Salvatori Forza Italia Sindaco [12]
marzo 1999 giugno 1999 Bruno Serra commissario prefettizio
1999 2009 Mauro Carturan centrosinistra poi UDC Sindaco [13]
2009 in carica Antonello Merolla PdL Sindaco



  Gemellaggi

Cisterna è gemellata con:

  Sport

  Calcio

La principale istituzione sportiva cisternese è lo Stadio Comunale "Domenico Bartolani", costruito nel 1960, in seguito ad una collaborazione fra il Comune e i tifosi della locale squadra calcistica, la Pro Cisterna, i quali si offrirono gratuitamente come operai e contribuendo alla costruzione dello stadio. È dedicato al figlio dell'imprenditore cisternese, Luigi Bartolani, che fu ucciso dai fascisti nel 1938 per ritorsione contro il padre, oppositore di Mussolini confinato in Sardegna.

In seguito al fallimento della Pro Cisterna, avvenuta nel 2000, dopo una lunga sequela di trionfi e ottimi successi con la classificazione per la Serie D, avvenuta nel 1976, lo Stadio Bartolani è caduto in uno stato di abbandono. Nel 2003 è iniziato l'iter per il recupero dello stadio, inaugurato definitavamente il 28 novembre del 2010. L'impianto può contenere fino a 1.700 persone, con 1.300 posti coperti. Il manto erboso è sintetico.

La formazione che avrebbe dovuto prendere il posto della Pro Cisterna, la Viribus Cisterna Montello, era stata costituita nel 2003, successivamente nel 2006 la Viribus Cisterna Montello si è trasferita a Latina in seguito all'esclusione dell'A.S. Latina da tutti i campionati, l'anno successivo nella stagione 2007-08 la Viribus Cisterna Montello è stata denominata F.C. Latina questo ha scatenato roventi polemiche, soprattutto da parte dei tifosi cisternesi, che vi vedevano uno scavalcamento ai loro danni per favorire il capoluogo.

Nel 2007 è stata fondata, la Virtus Cisterna, l'attuale formazione calcistica cittadina. La Virtus ha modificato il suo nome in Vigor Cisterna e partecipa al campionato di eccellenza 2009-2010 esordiendo il 9 settembre. Il 5 gennaio 2010 vince il suo primo trofeo, la Coppa Italia dilettanti.

Un altro impianto calcistico comunale si trova a San Valentino che comprende anche una pista d'atletica e dove si allena e milita le sue partite l'Atletico Cisterna-San Valentino, che partecipa alla Prima Categoria.

  Altri sport

La città vanta una consolidata tradizione nel pugilato con la presenza di numerosi alteti che si sono qualificati ai vertici dei campionati nazionali e internazionali. Fra questi Elio Calcabrini e Mario Pisanti, che parteciperà alle Olimpiadi di Londra 2012.

Altri impianti sportivi nel comune di Cisterna sono perlopiù in mano ai privati. È presente un campo di tennis, con una relativa scuola che ha partecipato ai Campionati Regionali, una piscina regolamentare, una pista di atletica, un campo di basket e pallavolo, sfruttato da alcune società giovanili.

Presso il quartiere di San Valentino è stata inaugurato da poco il nuovo Palazzetto dello sport che ospita le partire della Fortitudo Cisterna, la formazione cittadina del basket.

L'Atletico Rugby Cisterna invece partecipa ai campionati regionali di rugby.

  Voci correlate

  Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  3. ^ http://utenti.multimania.it/emme/cisterna.htm
  4. ^ Lo scrittore Antonio Pennacchi racconta lo storico evento
  5. ^ La distruzione di Cisterna
  6. ^ Concessa con decreto del Presidente della Repubblica l'11 luglio del 1959, vedi Celebrati i 51 anni del conferimento della Medaglia d'Argento al Valore Civile. Comune di Cisterna di Latina, 12 luglio 2010. URL consultato in data 31 luglio 2012(archiviato in data 30 luglio 2012)
  7. ^ [1] La Passio di San Marciano indica come luogo del martirio il XXX miglio della via Appia, all'incrocio per Cori. L'antico tracciato dell'Appia scorreva a 500 m di distanza rispetto a quello attuale e il luogo dell'incrocio coincide pressappoco con la cappella dell'Annunziata
  8. ^ Nel nome del cemento, l'ex Mulino sotto assedio
  9. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2010/luglio/23/Buddha_tempio_bandiere_Tibet_Cisterna_co_10_100723016.shtml
  10. ^ ' CHE FATICA SPOSARE DIAVOLO E ACQUA SANTA' - Repubblica.it » Ricerca
  11. ^ http://www.vittimeterrorismo.it/archivio/atti/sentenzaPAC1993.pdf
  12. ^ sfiduciato dal consiglio comunale
  13. ^ Rieletto nel 2004 sostenuto da UDC e liste civiche

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