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definición - EURICO

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Eurico

                   
Eurico
Eurico
Immagine di Eurico negli archivi della Biblioteca Nacional de España, Madrid
Re dei Visigoti
In carica 466 - 484
Predecessore Teodorico II
Successore Alarico II
Nascita ca. 440
Morte Arles, 484
Casa reale Balti
Padre Teodorico I
Madre Pedoca
Consorte Ragnilde
Figli Alarico
Figlia di cui non si conosce il nome

Eurico dei Balti, Eurico anche in spagnolo ed in portoghese, Euric in catalano. Conosciuto anche come Evarico o Erwigo (ca. 440Arles, dicembre 484), fu re dei visigoti dal 466 alla sua morte (484).

Indice

  Origine

Figlio quartogenito del re dei visigoti Teodorico I e di Pedoca, figlia di Alarico I, quindi fratello di Torismondo, Teodorico II e Federico.

  Biografia

  Statua di Eurico nella Plaza de Oriente[1], a Madrid (J. Porcel 1750-1753)

Divenuto re, nel 466, dopo l’assassinio del fratello Teodorico II, Eurico cominciò subito ad attuare quella che sarà l'idea conduttrice della sua politica, il rifiuto totale di una sovranità, persino formale, dell'impero romano. Nel 466, inviò un'ambasceria a Roma, presso Ricimero, che in mancanza di imperatore, reggeva le sorti dell'impero d'occidente, per ottenere il riconoscimento della sovranità visigota; non essendo stato raggiunto alcun accordo, Eurico iniziò una trattativa per un'alleanza coi Vandali di Genserico e coi Suebi; ma quando, nel 467, gli imperatori d'occidente, Antemio e d'oriente, Leone I si accordarono e prepararono una grande flotta per attaccare il regno vandalo, la trattativa si arenò.

  Il regno visigoto nel V secolo

Avvantaggiandosi delle difficoltà di Roma (dopo la parziale distruzione della flotta romano-orientale e l'assassinio del comandante della residua flotta, Marcellino, nel 468 i Vandali avevano nuovamente il predominio nel Mediterraneo), Eurico pose fine ai rapporti amichevoli con gli Svevi, con una guerra terribile, secondo il cronista Idazio, e fece avanzare le sue truppe in Spagna, ricacciandoli nel loro antico dominio, nel nord del paese (nella Galizia).

Poi nel 469 avanzò anche in Gallia dove, a Bourges, nel 470, batté i Britanni del capo celtico Riotamo, fedeli all'imperatore, ed espanse il suo regno nel nord, senza poter arrivare al fiume Somme, la linea di demarcazione del territorio dei Franchi, perché sconfitto dal comes Paolo. Allora si spinse nella valle del Rodano e finalmente occupò Arles, dove, sempre nel 470, sconfisse un esercito che l'imperatore d'occidente, Antemio, aveva inviato per liberare la città. Occupò quindi l'Aquitania prima, ponendo l'assedio a Clermont, capitale dell'Alvernia, che non poté essere aiutata dall'Impero d'Occidente, ma si difese strenuamente, sotto la guida di Ecdicio, figlio dell'ex imperatore Avito, e dal poeta e, dal 470, vescovo Sidonio Apollinare.

Nel 475, grazie all'intervento del vescovo di Ticinum, Eurico sottoscrisse una pace, di cui non si hanno notizie molto accurate, con l'imperatore d’occidente Giulio Nepote ma lo costrinse a riconoscere questa sua totale autonomia (completa indipendenza da Roma, mentre i precedenti sovrani visigoti avevano ufficialmente regnato come legati dell'Imperatore romano) sulla regione compresa tra la Loira, il Rodano, i Pirenei, ed i due mari (inclusa l'Alvernia) oltre che su tutti i territori conquistati nella penisola iberica (i cittadini romani della Spagna riconobbero in Eurico il loro sovrano), in cambio della restituzione della regione gallica della Provenza.

Conseguenza della pace fu che Clermont si arrese a lui dopo un lungo assedio.

Quando l'Impero Romano d'Occidente cadde nel 476, egli aveva già conquistato gran parte della penisola iberica. Dopo la deposizione dell'ultimo imperatore d'occidente, Romolo Augusto, ritenendo decaduto il trattato del 475 Eurico invase la valle del Rodano ed occupò tutta la Provenza, governata dai Burgundi, per conto di Roma, comprese le città di Arles e Marsiglia.

Nel 477 Eurico tentò l'invasione dell'Italia, ma fu sconfitto dalle truppe di Odoacre, che governava l'Italia; sempre nello stesso anno fu concluso un trattato, garante l'imperatore d’oriente, Zenone che riconosceva la Provenza ai Goti, che si impegnavano a non intraprendere ostilità contro l'Italia, che in pratica spartì l'Impero romano d'Occidente tra Odoacre ed Eurico.

Nel 481 Clodoveo divenne uno dei re de Franchi Salii e pare che abbia tentato di penetrare in territorio visigoto, ma Eurico, nei suoi ultimi anni di regno, lo seppe tenere a bada molto bene, come seppe tenere a bada le incursioni dei pirati Sassoni. Il prestigio, che la potenza visigota si era creato, portò alcuni popoli, come gli Eruli, i Warni ed i Turingi, che si vedevano minacciati dai Franchi, a chiedere la protezione di Eurico, che permise loro l'esistenza politica.

Eurico fu il primo Germano a codificare formalmente le leggi del suo popolo. Il Codice di Eurico, emanato negli anni Sessanta/Settanta del V secolo (e in gran parte giunto fino ad oggi), ha infatti codificato le tradizionali leggi affidate fino a quel momento alla memoria e all’oralità. Principale estensore del documento, che fu autenticato dal cancelliere Aniano, fu il primo ministro, Leone di Narbona.

Eurico fece mettere per iscritto le leggi tradizionali visigote con il Codex Euricianus (circa 470) e da ariano fu spesso in conflitto con i cattolici. Una sua residenza fu l'attuale villaggio di Aire-sur-l'Adour strategicamente importante per la sua posizione sulle vie di valico dei Pirenei.

Alla sua morte (484), il regno visigoto comprendeva tutta la Spagna, tranne la Galizia sveva, e oltre 2/3 dell'odierna Francia. A lui successe il figlio Alarico II.

Nel trentottesimo capitolo della sua Storia del declino e della caduta dell'Impero romano, Edward Gibbon afferma: «La fortuna delle nazioni è spesso dipesa dalle casualità; e la Francia potrebbe attribuire la sua grandezza alla prematura morte del re dei Goti, quando suo figlio Alarico II era un fanciullo indifeso e il suo avversario Clodoveo un giovane ambizioso e valoroso».

  La letteratura durante il regno di Eurico

Durante il regno di Eurico, i goti tra loro usavano la loro lingua, di cui purtroppo non ci sono rimasti altri documenti che i nomi propri; ma una parte della nobiltà e tutti gli alti funzionari comprendevano il latino. Il latino comunque rimase la lingua della diplomazia e del diritto. Sia Eurico che il suo predecessore, Teodorico II (che era stato avviato alla letteratura latina da Avito, imperatore romano d'Occidente, nel 455-456), protessero i letterati latini, tra cui il poeta, Sidonio Apollinare, il ministro, Leone ed il retore, Lampridio. Questo mecenatismo però non poté arrestare la decadenza delle lettere e della cultura.

  Discendenza[2]

Eurico dalla moglie Ragnilde ebbe due figli:

  • Alarico (458-507), re dei Visigoti
  • Una figlia di cui non si conosce il nome sposò Ricimero (ca. 405-472), che, verso il 460, aveva ottenuto il titolo di Patrizio dell'impero romano d'occidente.

  Note

  1. ^ La statua di Eurico, che si trova nella Plaza de Oriente di Madrid, è una delle statue di monarchi Spagnoli commissionate per la decorazione del Palazzo Reale di Madrid durante il regno di Ferdinando VI. L'idea iniziale ara stata di adornare la cornice del palazzo; scolpite da Olivieri e Filippo de Castro, non furono mai poste nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: piazza d'Oriente, parco del Retiro, porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
  2. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti di Tolosa

  Bibliografia

  • Ludwig Schmidt e Christian Pfister, i regni germanici in Gallia, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 275–300
  • Ernst Barker, L’Italia e l’occidente dal 410 al 476, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 373–419
  • Maurice Doumoulin, Il regno d’Italia sotto Odoacre e Teodorico, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 420–444
  • Christian Pfister, La Gallia sotto i franchi merovingi: vicende storiche, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 688–711
  • Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 743–779

  Voci correlate

  Altri progetti

  Collegamenti esterni


Predecessore Sovrani visigoti Successore
Teodorico II 466484 Alarico II
   
               

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